Salvatore Montesano: la storia di chi ha scelto KES come seconda attività

Salvatore Montesano KES testimonianza

Sommario

Ogni tanto succede che una storia parli meglio di qualsiasi presentazione aziendale. Perché mostra, con i fatti e non con gli slogan, cosa significa davvero entrare nel sistema KES. Oggi vi raccontiamo la storia di Salvatore Montesano, un collaboratore che ha scelto KES come seconda attività e in poco tempo ha già raggiunto il livello K3.

Salvatore ha accettato di metterci nome, cognome e volto. Non un caso studio anonimo: una persona reale, con una storia reale, verificabile. È il modo migliore per raccontare cosa succede a chi decide di dedicare qualche ora della propria settimana al progetto KES.

Gli abbiamo fatto le stesse domande che avevamo fatto ad altri collaboratori. Le sue risposte, come vedrete, raccontano un percorso diverso — ma con lo stesso filo conduttore: non serve talento, serve il sistema giusto.

“Non ho investito assolutamente nulla”

La prima domanda che abbiamo fatto a Salvatore riguarda l’investimento economico per iniziare in KES. È una delle domande più frequenti che riceviamo: “Quanto devo mettere di mio per iniziare?”. La risposta di Salvatore è netta:

“Quanto hai investito per lavorare in KES? Assolutamente nulla. Fin dall’inizio ho ricevuto supporto e strumenti completamente a titolo gratuito.”

È un punto che merita attenzione, perché smentisce uno dei pregiudizi più diffusi sul settore. Molte persone pensano che per iniziare a operare come consulente energetico occorra un investimento iniziale: corsi da pagare, kit da acquistare, materiali di partenza. In KES non funziona così.

L’azienda mette a disposizione tutto quello che serve: la formazione dell’Academy KES, gli strumenti digitali per fare simulazioni e preventivi, il supporto tecnico, il materiale marketing. Il collaboratore mette solo il proprio tempo e la propria volontà di imparare.

Compatibile con un’attività già avviata

Un’altra domanda importante: si può fare KES mentre si ha già una prima attività? La risposta di Salvatore chiarisce anche questo:

“Sì, avevo una prima attività. Ma è bastato dedicare alcune ore alla settimana per iniziare a vedere i primi risultati.”

Questa è forse la parte più interessante per chi sta pensando di avvicinarsi a KES. Non serve mollare tutto, non serve stravolgere la propria vita. Bastano alcune ore alla settimana per iniziare a costruire qualcosa in parallelo.

È il modello che scelgono in molti: chi ha già un lavoro autonomo o dipendente, chi gestisce un’attività commerciale, chi ha una vita professionale piena e cerca un’opportunità di crescita accanto a quello che già fa. Con KES si può iniziare gradualmente, senza forzature, e vedere se il progetto funziona per sé.

“Circa un mese per il primo contratto”

Il primo passaggio di livello nel percorso KES è un momento importante: significa che il collaboratore ha portato il primo risultato concreto. Nel caso di Salvatore, questo passaggio è arrivato molto rapidamente:

“Circa un mese, dedicando solo qualche ora alla settimana. È bastato fare qualche segnalazione e l’azienda ha concretizzato il primo contratto per me… mentre io facevo la mia prima attività!”

Un mese. Con poche ore alla settimana. Mentre continuava a portare avanti la sua prima attività. Non stiamo parlando di anni di gavetta o di sacrifici enormi — stiamo parlando di segnalare persone che potrebbero essere interessate al fotovoltaico e lasciare che l’azienda faccia il resto.

Questo è un altro punto centrale del sistema KES: il collaboratore non deve necessariamente chiudere il contratto. Può fare la segnalazione, e poi il team KES (con il supporto degli E.T.S., gli Esperti Soluzioni Tecnologiche) accompagna il potenziale cliente fino alla conclusione. Il collaboratore riceve comunque il proprio compenso.

Le difficoltà? Superate grazie all’azienda

Non esistono percorsi senza ostacoli, e Salvatore lo dice apertamente. Ma il modo in cui li ha superati racconta molto del sistema KES:

“Le difficoltà iniziali ci sono state, ma con l’aiuto costante dell’azienda non è stato difficile superarle.”

Notate la parola: “costante”. Non un supporto occasionale, non un corso iniziale e poi arrangiati. Un accompagnamento continuo, che ti segue dai primi passi alle fasi più avanzate del percorso.

Salvatore lo descrive ancora meglio nella risposta successiva:

“KES non ti lascia mai solo. C’è sempre il tuo coach a disposizione per qualsiasi dubbio, e da quando sto muovendo i primi passi nel campo della consulenza ho sempre a fianco un E.T.S. esperto che mi guida!”

Due figure chiave emergono qui: il coach personale, che segue il percorso di crescita del collaboratore, e l’E.T.S. esperto, che affianca il collaboratore nelle consulenze tecniche vere e proprie. Sono due livelli di supporto complementari: uno più mentale/motivazionale, l’altro più tecnico/operativo. Insieme, coprono ogni possibile difficoltà.

Oggi K3, presto K4

La domanda finale che abbiamo fatto a Salvatore riguarda il traguardo attuale. E qui c’è un dato molto significativo:

“Oggi sono a livello K3, presto K4, ed è stato possibile grazie al supporto costante dell’azienda!”

K3, con K4 all’orizzonte. Nel percorso di crescita KES sono livelli che segnano l’ingresso in una fase più autonoma e strutturata: il collaboratore che raggiunge K3 e K4 non è più semplicemente un principiante, è una figura che inizia ad avere responsabilità di coordinamento e di formazione verso i nuovi arrivati.

Il tutto, ricordiamolo, mentre Salvatore continua a portare avanti la sua prima attività. È il paradigma della “seconda attività” che diventa progressivamente sempre più importante — potenzialmente, in prospettiva, la prima.

Cosa ci insegna la storia di Salvatore

Se dobbiamo estrarre tre lezioni dalla storia di Salvatore Montesano, sono queste:

1. Non serve un grande investimento iniziale. KES è forse uno dei pochi settori in cui puoi iniziare senza mettere un euro. L’azienda fornisce formazione, strumenti, supporto — tu metti il tempo e la buona volontà.

2. Non serve mollare tutto. Puoi iniziare accanto alla tua prima attività, dedicando poche ore alla settimana. Se il progetto funziona, cresce da solo. Se non funziona, non hai perso niente. È un rischio praticamente nullo.

3. Non sei mai solo. Coach personale, E.T.S. esperto, team tecnico, formazione continua. Il sistema KES è costruito per non lasciare mai il collaboratore da solo davanti a un problema o a una domanda del cliente.

Questi tre elementi insieme spiegano perché KES continua a crescere. Non è il talento dei singoli a fare la differenza. È il sistema che permette a chiunque abbia la giusta motivazione di costruirsi una carriera vera nel settore del fotovoltaico.

Salvatore l’ha fatto. E la sua storia, con nome e cognome, è la prova più concreta che si possa portare.

La storia di Salvatore

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